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Urla (frammenti d'infinito)

Anni dissolti in frammenti d'Infinito
(Urla, sono ormai sono urla)
E l'anima respira le sue antiche rovine
Bianchi ricordi in pagine grigie
Accecano occhi resi folli dal tempo.

Sete di calore, viaggio senza confine
Pallidi visi e mani incatenate
Pregano dinanzi demoni impagliati
E scavano con artigli corrosi dal pianto.

Risveglio, sapore di vanità sopite
Rinchiuse in città dai portali di marmo.
In sepolcri consunti dal manto scarlatto
La purezza è un oblio al banchetto del Vizio.


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