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Mosaico

Non vedi come
Gli uccelli volgano indietro il loro volo
La sabbia scopra le spiagge
I nessi si sciolgano in frammenti
L'esodo sia prima della genesi
L'ombra preceda il passo

E come
Il giorno arresti il cammino
E come
Di mura antiche non restino che pietre
Vedi la roccia diviene costa, diviene terra
Diviene polvere. Più leggera dell'aria
Che mi copre il capo,
Ondeggia (assecondando i movimenti del vento
E lo scricchiolio dei rami a cui,
Come una foglia,
Sono legato da questo innaturale gambo)
La presenza di un principio ostile
Esposto ed in ombra
Esploso in una mente androgina

La vista deraglia tra olmi ed ontani
Radicata nell'assenza.
La valle si contrae,
Attraversata da un atro pallore
Fondamento nobile.

Non ci hanno condotto qui percorsi
Di strade bianche
Non ci guida alcun vincastro
Non rotaie arrugginite e morte al passaggio
Solo le trazzere trattengono le tracce.

Mi è dato:
Smettere di misurare col metro del nonio
Le distanze ed il confine
Tra queste carte
Accanto ad una lettera accartocciata

L'inchiostro contenuto
Nel cristallo rotto della memoria
Trattiene pensieri più pesanti
Come acqua stagnante
In stagioni antelucane
Non scolora e non affresca:
Il ritratto fatto da un cieco
Un mosaico senza tessere
Volti senza profilo
E nomi
In cui solidità è creta e non pietra.


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